DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA TERRA E GEOLOGICO-AMBIENTALE DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA TERRA E GEOLOGICO-AMBIENTALE DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA TERRA E GEOLOGICO-AMBIENTALE UNIVERSITA' DI BOLOGNA
MUSEO DI MINERALOGIA “L. BOMBICCI“
 

Luigi Bombicci


L. Bombicci può essere considerato il vero valorizzatore della mineralogia nel territorio bolognese e fu il fondatore di quel museo mineralogico che, grazie alla sua attività, divenne ben presto uno dei più importanti del Paese. Nato a Siena l’11 luglio 1833, compì gli studi universitari a Pisa e conseguì la nomina di professore ordinario di mineralogia nell’Università di Bologna a ventisette anni, il 5 dicembre 1860; egli fu il grande divulgatore e volgarizzatore delle nozioni scientifiche sulla mineralogia, che seppe rendere mirabilmente accessibili attraverso brillanti conferenze ed istruttivi esperimenti. Scrive il professor Antonio Neviani nella commemorazione dell’illustre scienziato letta a Siena il 10 settembre 1903, quattro mesi dopo la sua morte avvenuta il 17 maggio del medesimo anno: «La sua attività non ebbe limiti. Si occupò di questioni didattiche, studiando i gravi problemi che incombono a ciascun ordine di scuole, ora considerandoli in sé, ora coordinandoli fra loro, cominciando da quelli che riguardano l’asilo infantile e le scuole elementari, per risalire su su sino alle scuole secondarie e alle universitarie».

Come già abbiamo accennato, uno dei maggiori meriti del Bombicci fu quello di dotare l’Università di Bologna di un importantissimo museo mineralogico. Quando il giovane docente senese arrivò a Bologna per insediarsi nella sua cattedra, gli vennero consegnati non più di novemila esemplari di minerali, dei quali solo cinquemila erano veramente degni di essere inventariati; nel 1870, cioè solo dieci anni dopo, il museo contava oltre sedicimila esemplari, compresi quelli della collezione privata del Bombicci ch’egli aveva donato al museo sostenendo il principio che i direttori di collezioni appartenenti allo Stato non dovevano possedere raccolte degli stessi materiali di cui si occupavano nel loro lavoro. Quando il Bombicci morì, nel 1903 il museo mineralogico dell’Università di Bologna conteneva quasi cinquantamila esemplari distribuiti in quarantadue collezioni, fra le quali meritano un ricordo particolare quella ricchissima delle meteoriti, quella dei minerali italiani e quella dei minerali del Bolognese.

Il contributo alla scienza del Bombicci si esplicò in ben duecentotrenta pubblicazioni, oltre a numerosi articoli e «memorie»; inoltre, come afferma il Neviani nella già ricordata commemorazione: «Gli studi mineralogici, quelli inerenti alla litologia, l’assistenza al prof. Meneghini, l’insegnamento della scuola degli ingegneri, le ricerche sulle condizioni di giacimento dei minerali, fecero sì che il Bombicci si occupasse appassionatamente anche di geologia e di fisica terrestre. Ad impegnarlo vieppiù in tali studi, intervenne il secondo Congresso internazionale di geologia, che si tenne in Bologna nel 1881; ed ecco in breve in qual modo. La sezione bolognese del Club alpino deliberò, sin dal 1879, di comporre in onore dei congressisti una guida dell’Appennino bolognese, e pregò il prof. Capellini di assumere la redazione della parte concernente la geologia; ma il Capellini, occupatissimo com’era, quale presidente del Comitato organizzatore del Congresso, non accettò l’incarico, il quale fu così assunto dal Bombicci. Questi non volendo fare un semplice lavoro di compilazione, ma volendo presentare uno studio originale, si diede a percorrere in ogni senso la provincia e le regioni limitrofe, osservando, raccogliendo, notando.

A tal fine non badò a spese, cui sopperì del proprio; diede a corredo delle raccolte mineralogiche del museo, quelle geognostiche; formando così un tutto omogeneo, che Egli ha lasciato a vantaggio degli studi ed a testimonianza di quanto poi pubblicò sia nella guida “L’Appennino Bolognese”, corredandola di una buona carta geologica a colori e di altre carte topografiche e panoramiche, sia in altri lavori». (di Athos Vianelli, pubblicista, collaboratore del Resto del Carlino e di vari periodici e riviste. Autore di libri di carattere storico-divulgativo, sul costume e tradizioni.)